La data dell'ultimo
Consiglio comunale passerà sicuramente alla storia, per essere stato
esso l'artefice di un atto scellerato, i cui effetti rischiano
d'essere gravissimi anche in futuro, perché altri potrebbero
apprendere la lezione sbagliata impartitaci da ben otto consiglieri.
Essi hanno dimenticato
che i primi due commi dell'articolo 21 della Costituzione così
recitano: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad
autorizzazioni o censure.”
Non
so se per ignoranza dell'articolo o per misconoscimento dei sacri
principi, che sono alla base dell'intera intelaiatura della nostra
Carta Costituzionale – per la cui affermazione morirono non pochi
uomini – ma sta di fatto che durante l'ultimo Consiglio comunale
ben otto consiglieri su venti hanno presentato quella che
erroneamente hanno definito pregiudiziale,
mentre invece era soltanto un bavaglio, perché aveva il solo scopo
d'impedire di discutere un punto all'ordine del giorno.
Tutti,
e fra essi Piero Calamandrei, si saranno rivoltati nella tomba,
prendendo atto di quanto siano cattivi discepoli questi consiglieri.
Lo stesso sarà accaduto ai tanti indimenticati cefaludesi, come
Spinuzza e Mandralisca, che si batterono per la libertà. E dire che
fra gli otto ce n'è uno che dichiara di avere la
passione per la storia!
Fa
specie, infatti, pensare che tale finta pregiudiziale sia stata
presentata in un consesso democraticamente eletto per essere un
baluardo proprio a difesa della democrazia, della libertà e del
“diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero”. Eppure è
accaduto, a dimostrazione che qualunque siano le ignoranze sommate,
il risultato non potrà non essere che ancora un'ignoranza!
E
quando l'ignoranza è sostenuta dalla forza dei numeri, s'impone alla
sapienza, come s'impose a Socrate e a Gesù. Nulla di strano, dunque,
che essa si sia imposta in Consiglio, impedendo di discutere su una
questione, dalla quale deriveranno forse danni ingenti alle casse
comunali.
Come
ci ha insegnato un grande uomo di cultura, una democrazia non ha
bisogno di oratori, ma di ascoltatori. Come credere che in
Consiglio ci sia democrazia, se non soltanto non si vuole ascoltare,
ma vi si toglie persino la parola?!
Ancora
più specie fa il fatto che la cosiddetta pregiudiziale abbia avuto
il parere favorevole del Segretario comunale, che, secondo la
normativa, dovrebbe avere il compito, tra l'altro, di essere colui
che esprime il parere sul rispetto delle norme giuridiche e, in
particolare, della Costituzione!
Insomma,
dobbiamo prendere atto che il problema del Consiglio non sarà
risolvibile, finché non sarà imposto il rispetto dei principi
basilari della Costituzione. Il resto, tutto il resto, sarà soltanto
il prevalere dell'arroganza, che purtroppo fa rima con ignoranza.

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