I ministri sognatori
“Quando un governo
fonda la sua politica di bilancio sulla lotta all'evasione, vuol dire
che è a corto di idee e di volontà politica”. Queste sono le
parole con le quali il Financial Times ha commentato la decisione del
nostro Governo di reperire i 4 miliardi, che non si vogliono o non si
possono far pagare con una sovrattassa sui redditi, che superano i 90
mila euro l'anno, con la caccia agli evasori.
A questo proposito il
ministro Tremonti ha dichiarato: “penso che non solo da questa
lotta si ricaveranno i 4 miliardi, ma anche una cifra maggiore”.
Pensa, signor ministro, o sogna?
Ecco qual è l'attività
principale del nostro Governo: sognare, incurante se i suoi sogni
sono la causa degli incubi degli Italiani, che dubitano di arrivare
alla fine del mese con il loro striminzito stipendio. Ma anche
incurante di una sanità fatiscente, ma costosissima (200 miliardi);
di un sistema scolastico e universitario, che ha declassato la nostra
cultura; di una disoccupazione giovanile a livelli di un paese
distrutto da una guerra totale. Incurante, per farla breve,
dell'agonia del nostro Paese.
D'altra parte, che cosa
potevamo aspettarci da un finto statista sostenuto da un finto
economista e da un finto federal-riformatore in canottiera? Abbiamo
quel che ci meritiamo per essere stati convinti che i sogni di
costoro potevano diventare realtà. Siamo stati troppo creduloni e
ora ne piangiamo le conseguenze. Conseguenze non di una crisi
internazionale, ma del tempo perso dietro le leggi ad personam,
mentre silenziosa maturava la crisi del nostro Paese malato.
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