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sabato 3 settembre 2011

 
I ministri sognatori

“Quando un governo fonda la sua politica di bilancio sulla lotta all'evasione, vuol dire che è a corto di idee e di volontà politica”. Queste sono le parole con le quali il Financial Times ha commentato la decisione del nostro Governo di reperire i 4 miliardi, che non si vogliono o non si possono far pagare con una sovrattassa sui redditi, che superano i 90 mila euro l'anno, con la caccia agli evasori.
A questo proposito il ministro Tremonti ha dichiarato: “penso che non solo da questa lotta si ricaveranno i 4 miliardi, ma anche una cifra maggiore”. Pensa, signor ministro, o sogna?
Ecco qual è l'attività principale del nostro Governo: sognare, incurante se i suoi sogni sono la causa degli incubi degli Italiani, che dubitano di arrivare alla fine del mese con il loro striminzito stipendio. Ma anche incurante di una sanità fatiscente, ma costosissima (200 miliardi); di un sistema scolastico e universitario, che ha declassato la nostra cultura; di una disoccupazione giovanile a livelli di un paese distrutto da una guerra totale. Incurante, per farla breve, dell'agonia del nostro Paese.
D'altra parte, che cosa potevamo aspettarci da un finto statista sostenuto da un finto economista e da un finto federal-riformatore in canottiera? Abbiamo quel che ci meritiamo per essere stati convinti che i sogni di costoro potevano diventare realtà. Siamo stati troppo creduloni e ora ne piangiamo le conseguenze. Conseguenze non di una crisi internazionale, ma del tempo perso dietro le leggi ad personam, mentre silenziosa maturava la crisi del nostro Paese malato.
                                                                                                                             




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