Un tempo non troppo
lontano era diffusissima la consapevolezza che, se si volevano avere
buoni professionisti e persino esperti, era necessario prima
costruire l'uomo e poi su
questa struttura
poteva modellarsi quel che si voleva. E che cosa può essere più
utile, per questo scopo, dello studio della filosofia, dei classici e
di quant'altro può sviluppare la logica? Non per nulla fino a pochi
decenni fa coloro che provenivano dal liceo classico potevano
iscriversi in tutte le facoltà universitarie e quelli provenienti
dal liceo scientifico dovevano sottostare ad alcune limitazioni. Gli
altri, quelli provenienti dalle scuole tecniche, dovevano superare un
esame d'ammissione, per dimostrare di essere uomini maturi.
E quanto fosse importante questa maturità era dimostrato dalla norma
che, superati i quarant'anni, ci si poteva iscrivere in qualsiasi
facoltà, anche senza alcun titolo di studio, perché la maturità si
era acquistata sul campo.
Oggi
le cose procedono diversamente. Nessuno si preoccupa più di
costruire l'uomo, ma
ci si accontenta di costruire l'esperto, il professionista e persino
l'insegnante. Si creano così fonti d'ignoranza, perché incapaci di
analisi e di sintesi, uomini senza storia e senza capacità critica,
disponibili come nessuno mai a sguazzare nel mare delle
interpretazioni di
norme create da altri come loro, con piena ottusità persino dei
problemi, che vorrebbero risolvere.
E
siccome piccoli uomini simili non avrebbero mai la capacità di
coltivarsi persino una lattuga, sono tutti a piatire un “posto”,
dove a nessuno viene in mente di chiedere, prima di pagare lo
stipendio, se l'hanno meritato con un intelligente impegno. E dove,
per di più, conquistano l'autorità di dominare
i cittadini, inermi di fronte a questa pericolosissima e crescente
ottusità, che persino essi condividono, per essere sempre più
spesso figli di un sistema scolastico fonte d'ignoranza.
Anche
se non brevemente, tutto ciò potrebbe essere superato, se la
politica lo volesse. Ma la politica si serve della demagogia e
inganna i cittadini, per servirsene poi per seguire i propri ottusi
tornaconti. Ecco perché i giovani non ottusi
se ne fuggono all'Estero, dove ancora non si è diffuso il culto
della ottusità e dove mangia le lattughe soltanto chi le sa
coltivare. E non sono pochi questi giovani: almeno duecentomila
all'anno! Un impoverimento, che ci costringerà a sopportare ancora
più inermi l'attuale diffusa ottusità. Personalmente sono più
tranquillo per due ragioni: perché mio figlio è uno di questi
duecentomila giovani andati all'Estero e perché non mi resta molto
da vivere.
Abbastanza
poco per sopportare il casuale e non cercato ascolto delle
conversazioni fra funzionari e dirigenti pubblici, fra politicanti e
clientele, che si svolgono fra i tavoli di un bar, dove amerei
leggere e contemporaneamente stare a contatto con il mondo. E
all'orecchio mi giungono le conversazioni più povere di argomenti,
perché il tono della voce è più forte in coloro che hanno il
cervello più vuoto. E' semplicemente stentoreo.

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