Tassa e spendi:
questa sembra l'unica cosa che i nostri politici sanno fare, a destra
e a sinistra. Non se ne vergognano, perché raramente capiscono.
E'
così in tutta Italia e a ogni livello, nazionale, regionale e
comunale. Ricordo spesso Bernardo Tanucci, che fu ministro delle
finanze del Re delle Due Sicilie e che volle scritto nel suo
epitaffio: non impose mai
una nuova tassa.
Ma senza andare così lontano, altri uomini della nostra disgraziata
Repubblica meriterebbero di essere ricordati per la stessa ragione:
Einaudi, Menichella e Pella.
E
invece nessuno li ricorda, per cui siamo ridotti a credere che la
politica fa schifo
e che non vale la pena d'interessarsene, come se nasconderci sotto la
sabbia facesse scomparire la realtà.
Consentitemi,
per spiegare le cause di tale situazione, un breve riferimento alle
dottrine politiche. Quasi tutti gli Autori affermano che il potere
statale nasce da una sorta di contratto sociale, più o meno tacito,
che ha la sua ragion d'essere nel fatto che contribuisce al crescere
della collaborazione fra i cittadini, per il progresso sociale e per
garantire pari dignità a ognuno.
Quando
questo impegno viene meno, lo stato non ha più giustificazione e,
quindi, autorevolezza. Allora si è autorizzati, secondo alcuni, al
regicidio e secondo altri, più vicini ai nostri tempi di democrazia,
alla rivoluzione o alla disobbedienza civile.
E'
difficile, però, arrivare al punto di rottura, perché esso viene
sostituito da una lenta lisi, alla quale ci abituiamo così tanto, da
non accorgercene. E quando ce ne accorgiamo, abbiamo reazioni così
inconsulte, che usiamo il voto, l'unica e potentissima arma in mano
nostra, come una protesta contro qualcuno e votiamo senza tener conto
di quel che urge fare.
Dopo
questo breve excursus storico-dottrinale, non vedo come non
considerarlo un valido strumento per spiegare la situazione attuale,
che io chiamo del tassa e spendi.
Venuto meno ai principi, che ne avrebbero giustificato l'esistenza,
questo Stato ha perso autorevolezza e ha stimolato un sempre
crescente desiderio dei cittadini di disubbidire. I politici, che
dovrebbero farsi interpreti della loro voce, sembrano ormai sordi a
essa, chiusi come sono nel loro fortilizio assediato e ormai prossimo
a cadere. Fanno, quindi, come i Lucchesi del '500, che all'avanzare
dei Pisani andavano loro incontro e offrivano grosse somme di denaro,
per convincerli di desistere dall'assediarli. Proprio come fanno i
politici di oggi, quando sono candidati: escono per le strade e le
piazze e offrono promesse d'ogni genere ai cittadini, che essi
considerano soltanto clienti.
Questi
clienti
ormai sanno che quelle promesse non possono essere mantenute e allora
o protestano, affidandosi al demagogo di turno, o nascondono la testa
sotto la sabbia, non votando.
Da
qualche tempo, almeno a livello comunale, ci si è reso conto che
questi clienti
devono essere pagati subito. Li si convince, allora, ch'è necessario
un loro contributo,
di qualsivoglia natura, persino per offrire i cosiddetti circenses,
che nell'antica Roma erano i giochi al Colosseo e che in questa
Repubblica sono le feste patronali e qualunque altro divertimento,
che coinvolge la fantasia popolare. E allora ecco comitati su
comitati, che raccolgono questue per finanziare tali divertimenti,
anche quelli che diseducano o lasciano l'amaro in bocca.
Questue,
che non riguardano soltanto i divertimenti e le feste patronali, ma
ormai anche il finanziamento dell'ordinaria
amministrazione,
per la quale i cittadini sono non solamente tassati, ma anche
tartassati. Non siamo più di fronte a un'esagerata pressione
fiscale, ma stretti da una pressa fiscale, della quale gli
amministratori locali non sembrano rendersi conto, tant'è che stanno
vicini a tale pressa con un bicchiere, con il quale tentano di
raccogliere qualche goccia di sangue, che cade dal corpo maciullato
del povero cittadino.
Fa
specie che, a fare questo, siano quegli amministratori, che
dovrebbero difenderci da chi aziona, con le sue leggi al di fuori di
ogni principio etico e di uguaglianza, la pressa
fiscale.
L'imposta
brevità di un blog mi ha costretto a sintetizzare al massimo, ma
spero di essere stato chiaro. Comunque sono pronto ad approfondire
l'argomento con chi me lo chiedesse.

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