Il problema è che a una
lettura attenta del testo se ne deduce che, se il Parlamento non
apporta con emendamenti i cambiamenti necessari, la rasoiata non è
diretta alle spese superflue, ma alla gola dell'Italia e degli
Italiani.
Che significa, infatti,
abolire o accorpare le province con meno di trecentomila abitanti? Se
esse sono un costo inutile, lo sono a prescindere dal numero degli
abitanti e dall'estensione geografica. Allora, come prevedeva la
proposta dell'Italia dei Valori, era meglio abolirle tutte. Invece
no, non si poteva, altrimenti Bossi si arrabbiava. La sua Bergamo non
si tocca, alla faccia dei problemi dell'Italia.
E che cosa significa che
i parlamentari restano così tanti, quanti gli stessi USA non se ne
sognano neppure? Per fortuna saranno costretti, questi parlamentari,
a viaggiare in classe economy. Ma perché, per i voli nazionali c'è
la classe “business”?!
Se volessi, potrei
continuare per pagine e pagine, ma finirei per annoiare chi mi legge
e non farei altro che confermare quanto da tempo ripeto: a questo
Governo manca il coraggio per una strategia. Ogni sua decisione è
soltanto la negazione di ogni suo progetto politico promesso agli
elettori nel momento di chieder loro la fiducia. E non vengano a
dirci che è colpa della crisi internazionale, perché a che cosa si
andava incontro con la loro insipienza lo avevano avuto detto da
numerosissimi economisti. Ora lo ammettono, i poveretti, ma non
confessano di aver trascorso quasi tre anni a tentare di far
approvare leggi ad personam, trascurando le leggi ad Italiam.
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