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domenica 14 agosto 2011

La rasoiata

 “L'Avvenire”, il giornale dei vescovi italiani, così ha definito la recente manovra del Governo, intendendo che quanto previsto dal Decreto comporta un vero taglio alle spese inutili e immorali di questo nostro caro Stato.
Il problema è che a una lettura attenta del testo se ne deduce che, se il Parlamento non apporta con emendamenti i cambiamenti necessari, la rasoiata non è diretta alle spese superflue, ma alla gola dell'Italia e degli Italiani.
Che significa, infatti, abolire o accorpare le province con meno di trecentomila abitanti? Se esse sono un costo inutile, lo sono a prescindere dal numero degli abitanti e dall'estensione geografica. Allora, come prevedeva la proposta dell'Italia dei Valori, era meglio abolirle tutte. Invece no, non si poteva, altrimenti Bossi si arrabbiava. La sua Bergamo non si tocca, alla faccia dei problemi dell'Italia.
E che cosa significa che i parlamentari restano così tanti, quanti gli stessi USA non se ne sognano neppure? Per fortuna saranno costretti, questi parlamentari, a viaggiare in classe economy. Ma perché, per i voli nazionali c'è la classe “business”?!
Se volessi, potrei continuare per pagine e pagine, ma finirei per annoiare chi mi legge e non farei altro che confermare quanto da tempo ripeto: a questo Governo manca il coraggio per una strategia. Ogni sua decisione è soltanto la negazione di ogni suo progetto politico promesso agli elettori nel momento di chieder loro la fiducia. E non vengano a dirci che è colpa della crisi internazionale, perché a che cosa si andava incontro con la loro insipienza lo avevano avuto detto da numerosissimi economisti. Ora lo ammettono, i poveretti, ma non confessano di aver trascorso quasi tre anni a tentare di far approvare leggi ad personam, trascurando le leggi ad Italiam.

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