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giovedì 4 agosto 2011

Tremonti, le vacche e il foraggio

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Sarebbe bene che con semplicità e con un esempio pertinente e comprensibile spiegassimo perché la politica economica seguita fin qui da Tremonti è da ritenersi non solo sbagliata, ma anche dannosa.
Da quando è il ministro dell'economia, tanto amato e stimato da quei grandi intelletti di Berlusconi e Bossi, non ha fatto altro che dire che tutto andava bene, che l'Italia era forte e perciò non avrebbe fatto la fine della Grecia o del Portogallo. Persino Barroso, il portoghese presidente della Commissione europea, ha detto che le scelte dell'Italia vanno nel verso giusto. Quanto il giudizio di chi ha fatto malissimo nel suo Paese valga è chiaro. Come è chiaro quanto poco valgano altri giudizi di politici europei.
A valere veramente sono i giudizi del mercato. E questi hanno bocciato la manovra di Tremonti, come dimostrano gli andamenti di borsa e l'aumentato costo degli interessi sui titoli di stato, che non riusciremmo a vendere pagando interessi bassi come quelli tedeschi, perché non godiamo della stessa fiducia.
Che cosa è accaduto? E' accaduto che Tremonti ha soltanto aumentato le tasse, ma non ha fatto tagli alla spesa. Anzi, ha permesso che questa aumentasse, sebbene fosse improduttiva. Sono morti gli investimenti privati ed è crollata la crescita. E senza crescita non potremo far diminuire quell'enorme debito pubblico, che è la palla al piede della nostra economia.
Per dire le cose con maggiore semplicità, Tremonti si è comportato non da economista né da semplice ragioniere, ma come quell'allevatore che non compra il foraggio per le sue vacche e non consuma quello che è conservato nel fienile, facendo diminuire così la produzione di latte e di carne. Con quale esito finale possono capirlo tutti: la morte delle sue vacche. Fuor di metafora, la morte dell'economia italiana.
E dire che con l'unificazione voluta dalla legge Bassanini dei Ministeri delle Finanze e del Tesoro il PD ha fatto un grande regalo a Tremonti: ne ha fatto l'uomo che tassa gli Italiani e nello stesso tempo l'uomo che spende a suo piacimento. Troppo potere per un vaccaro incapace!

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