Sarebbe bene che con
semplicità e con un esempio pertinente e comprensibile spiegassimo
perché la politica economica seguita fin qui da Tremonti è da
ritenersi non solo sbagliata, ma anche dannosa.
Da quando è il ministro
dell'economia, tanto amato e stimato da quei grandi intelletti di
Berlusconi e Bossi, non ha fatto altro che dire che tutto andava
bene, che l'Italia era forte e perciò non avrebbe fatto la fine
della Grecia o del Portogallo. Persino Barroso, il portoghese
presidente della Commissione europea, ha detto che le scelte
dell'Italia vanno nel verso giusto. Quanto il giudizio di chi ha
fatto malissimo nel suo Paese valga è chiaro. Come è chiaro quanto
poco valgano altri giudizi di politici europei.
A valere veramente sono i
giudizi del mercato. E questi hanno bocciato la manovra di Tremonti,
come dimostrano gli andamenti di borsa e l'aumentato costo degli
interessi sui titoli di stato, che non riusciremmo a vendere pagando
interessi bassi come quelli tedeschi, perché non godiamo della
stessa fiducia.
Che cosa è accaduto? E'
accaduto che Tremonti ha soltanto aumentato le tasse, ma non ha fatto
tagli alla spesa. Anzi, ha permesso che questa aumentasse, sebbene
fosse improduttiva. Sono morti gli investimenti privati ed è
crollata la crescita. E senza crescita non potremo far diminuire
quell'enorme debito pubblico, che è la palla al piede della nostra
economia.
Per dire le cose con
maggiore semplicità, Tremonti si è comportato non da economista né
da semplice ragioniere, ma come quell'allevatore che non compra il
foraggio per le sue vacche e non consuma quello che è conservato nel
fienile, facendo diminuire così la produzione di latte e di carne.
Con quale esito finale possono capirlo tutti: la morte delle sue
vacche. Fuor di metafora, la morte dell'economia italiana.
E dire che con
l'unificazione voluta dalla legge Bassanini dei Ministeri delle
Finanze e del Tesoro il PD ha fatto un grande regalo a Tremonti: ne
ha fatto l'uomo che tassa gli Italiani e nello stesso tempo l'uomo
che spende a suo piacimento. Troppo potere per un vaccaro incapace!
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