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giovedì 5 gennaio 2012

Cambiare la Costituzione?




Se è vero, come diceva Jefferson, che ogni generazione deve avere la sua costituzione, la nostra ha forse bisogno d'essere rivista, visto che di generazioni dalla sua entrata in vigore ne sono passate almeno tre.
C'è da aggiungere che essa ormai si dimostra ogni giorno più inadeguata e la crisi del sistema Italia deriva anche, e forse soprattutto, da questa inadeguatezza. Siamo come una botte che ha bisogno di un cerchio di ferro, perché le sue doghe si tengano ferme al loro posto. E una costituzione funzionante e condivisa sarebbe questo indispensabile cerchio di ferro.
Le recenti attività del Presidente Napolitano sono state volte a sostituire questo cerchio. Ma se al suo posto ci fosse stato qualcuno meno coraggioso e incapace di occupare un posto lasciato libero dalla politica, saremmo ancora con la botte "sistema Italia" in piedi? Quindi è forse il caso che ci pensiamo un po', a meno che non vogliamo soggiacere al luogo comune che la Costituzione NON Si TOCCA!
L'articolo 138 prevede le procedure di revisione della Costituzione, ma esso mi sembra inadeguato. Ci troviamo, visto lo stato in cui versiamo, di fronte al cosiddetto paradosso di Zagrelbelsky: il sistema va riformato perché incapace di decisioni forti, ma la revisione sarebbe una decisione fortissima, che il sistema politico, essendo appunto in crisi, non può prendere. A meno di non essere come il barone di Munchhausen, che si salvò dalle sabbie mobili tirandosi da solo per i capelli.
Occorre, allora, una nuova costituente eletta dai cittadini con il sistema proporzionale, perché tutti vi abbiano voce. Sarebbe opportuno che, prima d'indire le elezioni per la costituente, si chiedesse ai cittadini, con un referendum, se 1) vogliono cambiare la Costituzione e 2)se vogliono incaricarne le Assemblee legislative o un'apposita Costituente.
Nel caso in cui nel referendum vincesse la volontà di incaricarne un'apposita Costituente, si aprirebbe un dibattito come nel '46 e forse guadagneremo la speranza di durare come Nazione e come Civiltà ancora per qualche secolo.

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