Visualizzazioni totali

sabato 21 gennaio 2012

Esiste ancora la separazione fra potere legislativo ed esecutivo?


Da anni, persino da decenni, si procede a manovre correttive, che consentono allo Stato e al Paese di sopravvivere, ma che non risolvono nulla. Queste manovre somigliano alle riparazioni di un'automobile ridotta ormai a un catorcio e che, pertanto, deve essere sostituita. Se non lo si fa, si spendono troppi soldi per le riparazioni – come accade con ogni manovra – ma l'automobile continua a essere inaffidabile, perché soggetta a nuovi guasti e quindi inutilizzabile per i lunghi viaggi, come dovrebbe essere quello di un Paese verso il futuro.
Non insisto su cose che conosciamo bene, visto che apparteniamo a quel gruppo di uomini che non vogliono restare inconsapevoli del loro presente. Basti ricordare che l'Italia, così com'è, questo viaggio verso il futuro non può intraprenderlo.
Che cosa fare allora? Smetterla finalmente con le “manovre” e pensare a una seria riforma dello Stato e della sua Carta fondante. Cambiamo, cioè, automobile, il cui acquisto prevede un pagamento in una moneta diversa dall'euro: le idee! Procuriamocele, allora! Ma esse si trovano, come qualcuno ci ha insegnato tanti secoli fa, nel dibattito e nello scambio di opinioni. Ecco perché ritengo utile e quasi indispensabile che noi ci misuriamo, ci confrontiamo: perché alla fine avremo idee mature e sottoposte alle critiche argomentate, che sapremo scambiarci. Ne abbiamo il dovere, perché abbiamo ricevuto il dono dell'intelligenza e questa intelligenza l'abbiamo e continuiamo a coltivarla. Se non lo faremo, saremo come ladri, che hanno rubato qualcosa alla natura, o poveri stupidi che utilizzano un grande dono per scambiarlo con un piatto di lenticchie.

Nessun commento: